Per arrivare a riconoscere la felicità dobbiamo per forza conoscere il male? Riusciamo a renderci conto di essere felici, o lo vediamo solo quando la felicità se ne va, e viviamo di ricordi?

Osservando mia mamma nella sua solita routine, mi sono fatta queste domande.

A lei piace aggiornarmi quotidianamente sulle nuove vicissitudini della famiglia Forrester di Beautiful. Ormai da più di trent’anni questi registi e scrittori hanno visto passare ogni dramma, amore impossibile e disgrazia non deludendo il pubblico che comunque continua a resistere tra alti e bassi. Osservando dall’esterno, ho notato  che la maggiore enfasi del telespettatore c’è  quando i protagonisti diventano felici dopo grossi drammi, e trovano spesso noioso la serenità di un amore sincero e duraturo.

Una domanda mi sorge spontanea? Nella vita reale succede la stessa cosa? Abbiamo realmente bisogno di star male per accorgerci della felicità?

I momenti realmente felici avvengono dopo periodi dove non stavamo realmente bene?  O ci ricongiungiamo a persone che pensavamo di perdere?

Spesso ci accorgiamo della felicità solo dopo l’interruzione del male. Purtroppo, nel bene siamo talmente sopraffatti da mille cose da non esser lucidi e non ci rendiamo conto di quante cose e persone belle ci circondino.

Il male o i brutti periodi hanno la capacità di togliere il pilota automatico che governa la nostra vita facendoci rendere conto che stiamo male e che prima stavamo meglio, eravamo felici senza rendercene conto.  Pensiamo a quando qualche problema di salute ci preoccupa o quando questo succede a chi vogliamo bene o ancora quando rompiamo qualche oggetto che prima non valutavamo neppure.  Tutto questo ci cambia la giornata e a volte la vita, facendoci rimpiangere e sognare quello che avevamo prima.

 

Ma davvero siamo così ciechi da non riconoscere la felicità quando c'è?

Non riusciamo a gustarcela ringraziando chi abbiamo vicino perché amiamo la loro compagnia, siamo felici di chi siamo, del lavoro che quel giorno realizziamo, della nostra casa che viviamo e di tutto quel che ci circonda. Purtroppo, troppo spesso non ce ne rendiamo conto finché il male non ci bussa alla porta per toglierci quello che ci era scontato e spesso lamentato. Il dolore sembra dover esistere per far vedere la felicità.

E se togliessimo il pilota automatico dalla nostra vita tutti i giorni

e respirassimo la felicità per quella che realmente è, il dolore se ne andrebbe dal mondo perché non più necessario?

Bello pensarlo, probabilmente il problema di salute avverrà lo stesso, il mio pc si romperà lo stesso ma almeno mi sono resa conto di quanto è bello star bene ed avere un pc che funziona. 

Da anni insegnano che la gratitudine è il segreto della felicità. Dovremo imparare ad esser grati alla mattina solo perché la macchina non si sia rotta perché se lo avrebbe fatto sarebbe stato un problema ed una brutta giornata. Funzionando correttamente allora è una bella giornata.

Con la pratica vedremo che sono più le cose che funzionano di quelle che non funzionano.

La felicità è qualcosa da imparare, gli autori di Beautiful per quanto demenziale possa essere una soap lo hanno capito.

Se stai cercando di esser felice comincia ad uscire dalla tua confort zone, cliccando qui trovi qualche suggerimento. E tu oggi sei felice? 

jj

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