Quanti di voi hanno la fortuna di trascorrere un felice lunedì!?
Dovrebbe essere un giorno come tutti gli altri, con gli stessi obiettivi e stati d’animo. Eppure il lunedì o ci spaventa o ci mette tristezza.
Se dovessi rappresentare le emozioni che generalmente proviamo durante la settimana, lo farei proprio con questa immagine:
C’è una forma di depressione del lunedì che accomuna tanti di noi.
Anche la domenica molto spesso non viene vissuta con “gioia” semplicemente perchè la maggior parte di noi soffre semplicemente pensando che il lunedì è alle porte.
Ci sono tante ragioni per cui questo primo giorno della settimana proprio non lo amiamo, ma la motivazione principale è che segna la fine del weekend o l’inizio di una settimana impegnativa.
Se facessi un sondaggio credo che un buon 80% delle persone detestano il lunedì.
Molte canzoni ne parlano, Vasco Rossi e Benji e Fede, hanno scritto una canzone intitolata proprio “lunedì”.
All’interno di entrambi i brani troviamo scritto proprio “odio il lunedì”.
Non solo in Italia ma anche all’estero con Manic Monday (The Bangles), I don’t like Mondays (The Boomtown Rats).
Anche nella bellissima canzone “Lunedì” di Lucio Dalla, una parte del testo dice:
“Ma se la luce scende, il mio cuore rimane lì
Se c’è un pensiero che l’accende è saltare il lunedì”
Mentre nella canzone di Vasco Rossi viene espressa questa disistima nei confronti di questo giorno settimanale, in quella di Lucio Dalla vi è una presa di coscienza del passare del tempo, una canzone che parla di ricordi passati con nostalgia.
Parto da questa presa di coscienza per esprimere un pensiero che negli ultimi anni è radicato nella mia vita, in maniera ferma e decisa.
Se arriviamo a detestare o ad essere tristi per continui e ripetuti lunedì della nostra vita, evidentemente quello che facciamo non ci piace o non è abbastanza.
Il lunedì c’è ed è anche esso un tempo prezioso…un tempo che passa… TIC TAC TIC TAC TIC TAC… Non si può saltare o recuperare!
Probabilmente dovremmo fare qualcosa di diverso per fare in modo che anche il lunedì sia come tutti gli altri, se non migliore!
Spesso ci limitiamo, ci accontentiamo, per paura del cambiamento o del fallimento ma anche per pigrizia.
Ci troviamo ad accettare, se non addirittura sopportare, situazioni che recano più danno e sofferenza alla nostra vita che piacere.
Arriviamo ad accettare un lavoro che non ci soddisfa o gratifica perché cambiare è rischioso.
Oppure continuiamo a frequentare quel percorso di studi perché mollare a metà strada sarebbe un peccato per noi e una delusione per i nostri cari.
Troviamo molte scuse per continuare a “dondolare” nella nostra insoddisfazione.
Si è vero, non sempre le scelte sono facili. E ci vuole molto coraggio. Ma spesso ci sembrano più complicate di quanto lo sarebbero realmente, solo perché la nostra mente ci blocca, con pensieri “di pericolo” o paura.
La nostra vita è costantemente “ostacolata” da un “alt attenzione pericolo” che non ci fa vivere pienamente come desideriamo.
Ho deciso di lasciare un lavoro perché dopo una lunga serie di lunedì “tristi” e insoddisfatti ho capito che quello non era il mio posto!
È stato difficile prendere questa decisione. Il sistema ci ha abituati a credere che la stabilità di un lavoro, seppur questo non ci piaccia o ci fa soffrire, ci permette di star sereni e tranquilli.
Ci hanno insegnato, in più occasioni, che la cosa più importante è tenersi stretto il proprio posto di lavoro.
Per quanto mi riguarda la cosa più importante che cerco in un lavoro (e cercherò sempre) non è la stabilità ma la serenità, nel weekend come il lunedì.
Se proviamo a fare due conti per capire quanto tempo stiamo sprecando, mi viene la pelle d’oca.
Ipotizziamo di vivere una vita media di 80 anni. Se un anno ha 52 settimane, ci sono 52 lunedì.
Moltiplicando i 52 per gli 80 anni, il risultato è 4160 lunedì.
Sono d’accordo sul fatto che il lavoro è essenziale, non solo per una gratificazione professionale, ma anche per tutti gli impegni economici familiari, e non, che abbiamo. Anche se spesso ci troviamo a spendere e spandere in cose futili e, quindi sovraccaricarci di ore e ore di lavoro per avere beni materiali di cui potremmo farne a meno perché spesso non garantiscono una felicità duratura.
Già in un altro articolo avevo scritto che “Dovremmo imparare a spendere bene il nostro denaro, come anche il nostro tempo!! (clicca qui per leggere l’articolo intero)
Facendo uno sconto, potremmo arrotondarli a 3500, non contando i primi anni di vita, perchè tendenzialmente non si ha questa “repulsione” verso il primo giorno della settimana.
Alla fine sprecherei 3500 giorni della mia esistenza in nome di una sicurezza “illusoria”
Non so come la pensiate voi, ma per me 3500 giorni di VITA buttati via sono tanti, troppi!
Ritornando a Vasco Rossi, c’è un altra canzone “Quante volte“…che vi riporto come spunto di riflessione.
“Quante cose son cambiate nella vita
Quante cose sono sempre così.
Quante volte ho pensato è finita
Poi mi risvegliavo il lunedì.
Quante volte ho pensato nella vita
Voglio fare quello che mi va.
Poi le cose mi sfuggivan tra le dita
E arrivava la realtà.
Quante cose son passate ormai, eh
Quante cose che non torneranno mai”
I lunedì non torneranno mai, allora perché non provarci, perché non darci la possibilità di renderli speciali come qualsiasi altro giorno!? Magari renderli migliori anche dei weekend.
Non dovremmo aver così tanta paura, è anche giusto osare. Se la domenica sera già ci sentiamo dispiaciuti e giù di morale perché è finito il weekend o se il lunedì ci pesa, credo sia il caso di fermarci a riflettere su quello che possiamo fare o cambiare per capovolgere queste sensazioni, e far si che ogni giorno della nostra vita abbia un senso e la sua soddisfazione.
Divertiamoci!! che spesso ci dimentichiamo di divertirci perché presi da mille cose, da mille paure o perché ci siamo abituati a cullarci nella noia.
Non accontentiamoci!
Osiamo!
Costruiamoci il nostro bel futuro partendo da un felice Lunedì.
Creiamo la nostra unica storia!
Happy Monday e….He a tutti!!!