Uscire dalla propria confort zone
E’ meglio uscire dalla propria confort zone e affrontare l’ignoto, o è meglio rimanere in ciò che conosciamo e che ci rassicura anche se non ci convince?
La paura di uscire dalla confort zone
Avere nuove esperienze sia lavorative che di vita oggi mi mette adrenalina. Ma non sempre è stato così. Anzi! All’inizio l’ignoto di qualcosa che non conoscevo mi inquietava timore, e la sicurezza di ciò che conoscevo mi tranquillizzava.
Avevo paura di tutto, paura di cose che probabilmente non sarebbero mai successe. Creavo dei film mentali e questo mi dava la scusa per rinunciare a provare ad esser felice.
Più ne parlavo con altre persone, più mi accollavo di paure e di timori non miei e più la teoria di non prendere strade nuove si rafforzava.
Il momento di svolta
La vita a volte ti fa degli sgambetti e ti fa capire che certe cose vanno cambiate che tu lo voglia o no.
All’inizio senti una vocina che ti fa capire che proprio così non va, ma tu non l’ascolti magari dandogli i nomi più svariati come stress, come cattive giornate, o brutti periodi. Cominci a dare le responsabilità di quello che ti succede agli altri, ma poi non stai più bene come prima, non sei più lucido, non dormi o come è successo a me ti blocchi letteralmente per mesi in un letto, senza nessuna grave malattia apparente.
E in quel brutto periodo, che solo ora vedo come un momento sacro, la mia vita è cambiata, per sempre.
Tutti quei giorni costretta a letto, da sola, mi hanno messo davanti ad una dura realtà che non potevo più non ascoltare. Non era più una vocina, era troppo evidente.
Non ero felice, e non vivevo, sopravvivevo.
Arrivati a quel punto esisteva solo una strada, CAMBIARE, non sapevo ancora cosa significasse, ma ormai era troppo chiaro se non volevo peggiorare fisicamente.
Dal quel periodo è cominciata una nuova fase, che continua ancora oggi, la ricerca. Ho iniziato a sperimentare cose che non avrei pensato, dalla pittura, alla fotografia, alla meditazione e a qualsiasi cosa mi venisse proposta in linea con ciò che sentivo. Da quel momento avevo una paura diversa da prima, avevo paura di non vivere. Molti dei miei vecchi timori si sono sciolti come un gelato al sole.
Ci sono state persone che mi hanno detto che sono stata coraggiosa a mollare un lavoro stabile che non mi piaceva più e ad iniziare situazioni nuove ad occhi chiusi. Non si trattava di coraggio. Avevo visto cosa significasse star male anche fisicamente per la non vita e non volevo più tornare indietro. E’ vero che quando si tocca il basso hai una sola strada, la salita.
Uscire dalla confort mi ha fatto sentire viva
Uscire dalla confort zone è stata una delle cose che mi ha fatto sentire più viva, e senza nessun tipo di rimpianto. Ciò che ho trovato fuori mi ha cambiata e mi ha fatto vedere che i miei limiti possono essere superati.
Per quanto mi piaccia leggere o vedere la vita sugli schermi, vivere le esperienze è tutt’altra cosa. Ho capito che sapevo poco, e quel poco che conoscevo era ad un palmo dal mio naso ed era vero solo per me e per chi mi circondava. Il visitare sempre il solito posto, incontrare sempre le stesse persone, per quanto mi rilassasse non mi dava niente di più, di quello che già conoscevo. Sono diventata come ‘Tommaso’, mi è cresciuta la voglia di vedere se quello che avevo sentito era vero.
Viviamo in un mondo dove tutti sembrano aver un’opinione di tutto, anche se non hanno vissuto quell’esperienza solo perché se ne sono documentati un po’. Pochi hanno imparato ad ascoltare veramente, e ancora meno sanno accettare un’idea diversa dalla loro. Ma viaggiare ti apre la mente e ti fa aumentare i dubbi.
Sto imparando che cambiare idea è bello
Io ho voglia di cambiare idea. Anche per questo ho voglia di vedere e sperimentare ciò che il mondo può offrirmi per i giorni che mi rimangono.