Imparare a rallentare, a goderci ogni singolo giorno, a scegliere cosa ci fa star bene e cosa no. Ma la società occidentale sembra non permettercelo. Tutto intorno a noi ci chiede di più. Sembra che per esser felici dobbiamo comunque passare per la sofferenza.

Il lavoro ci vorrebbe sempre al massimo, la famiglia ci vorrebbe sempre presente, la casa senza di noi sembra autodistruggersi. Quasi tutte le persone che osserviamo intorno a noi vanno a 100 allora! Ormai ci sembra persino normale, noi stessi corriamo, non sappiamo neanche ormai dove stiamo andando.

Ma siamo davvero convinti che se rallentiamo perdiamo qualcosa?

E se invece rischiamo di ritrovare noi stessi?

jj

Giorgio 8 anni la maggior parte dei giorni deve svegliarsi presto al mattino, vestirsi di corsa far colazione per andare a scuola, bombardato di nozioni per 5-6 ore, poi mangia per raggiungere la palestra che attende quelle due ore di pallavolo che i genitori vogliono che segua perché altrimenti rimane troppo sedentario. Passa il poco tempo libero chiuso nella sua stanza a giocare con il telefono, tra il disappunto dei suoi genitori. Soffre di depressione.

Maria 32 anni e da 8 anni lavora almeno 10 ore al giorno in quell’ufficio di avvocati, sperando che quella promozione tanto promessa arrivi. Torna a casa che ormai il sole non c’è più. Non si ricorda nemmeno se quel giorno il tempo era bello o no, è distrutta e ciò che più sogna è il divano e la sua serie preferita, che vede a singhiozzo perché crolla distrutta. Ha spesso mal di testa, ma ormai conosce i medicinali per attenuarli.

Federico 52 anni imprenditore da sempre, corre tutto il giorno per risolvere problemi quotidiani e per trovare nuovi clienti. Economicamente soddisfatto, ma non riesce neanche a trovare il tempo per andare a vedere la partita del figlio Giorgio, perché sembra che senza di lui tutto il mondo che ha costruito crolli anche per una sua ora di assenza. Ormai fatica a dormire da anni, e prende inutilmente calmanti e sonniferi.

Queste sono tre persone puramente inventate, rispecchiano lati della nostra vita e rispecchiano persone che ci circondano.

Tutto questo sembra normale in una società come la nostra. Normale correre, normale non capire le cause dei dolori fisici che abbiamo, normale fare un lavoro che non ci piace, normale essere INFELICI.

Questa società non viene cambiata perchè le persone felici sono PERICOLOSE!

Le persone felici si fermano, si riposano, cambiano lavoro quando non gli piace. Escono dalla propria confort zone. Si fermano quando sono stanche perché si ascoltano. Non danno più la priorità a ciò che pensano gli altri. Capiscono l’importanza della loro persona e non scendono a compromessi. Vogliono non avere rimorsi e provano. Sognano e iniziano a realizzarlo. Non proiettano i loro desideri nei figli, cercano loro stessi di realizzarli. Non hanno il tempo di prendersela con gli altri, perché hanno talmente tante cose belle da pensare, che non sono interessate. Non sono quasi mai di cattivo umore. Vivono nel presente. Se stai nella loro vita, è perché ti scelgono ogni giorno.

Una persona felice è pericolosa perchè non ti dice di “si” solo per compiacerti. Non rimane più del dovuto al lavoro solo per far bella figura. Quello che fà, lo fà perchè ci crede. E’ pericolosa perchè è libera.

Posso dirti una cosa che potrebbe cambiare per sempre la tua vita?

Anche tu puoi essere felice! Non domani, non quando andrai in pensione, non quando ti licenzierai, non quando troverai il fidanzato. Ora!

 

Comincia solo ad essere più sincero con te stesso. 

Comincia ad ascoltarti, ad ascoltare quel dolore alla spalla che da anni ti perseguita. Cosa costringi a fare a quella spalla tutti i giorni, che non vuole?

Rallenta. E se riesci fermati. Ci hanno sempre insegnato ‘che chi si ferma è morto’. E’ sbagliato. Chi si ferma trova sé stesso. Rallentare di tua spontanea volontà è meglio di rallentare perchè il tuo corpo ti costringe. Il corpo è una macchina perfetta, e se si ferma o si ammala, ha spesso le sue buone ragioni, anche se non vogliamo sentirle. 

Non importa la strada che imboccherai per ritrovarti, ma in qualsiasi percorso vedrai che sarà perché ti sei fermato a riflettere. Per la prima volta avrai parlato veramente alla tua anima, e avrai preso consapevolezza che una vita così non la vuoi. Che non vuoi vivere delle sole due settimane di vacanza, che a causa delle grosse aspettative magari non vanno neppure come volevi.

Inizia a vivere. Non importa che tu abbia 8 anni o 80 anni

Vivi tutti i giorni, tutte le ore, tutti i minuti. Non lasciare che nessuno ti dica cosa sei capace o non capace di fare. Non perché lo facciano apposta, ma se ti confidi con una persona che non è felice, e che non vede erroneamente una via d’uscita difficilmente riuscirà ad aiutare te o ti incoraggerà.

Se non ce la fai da solo ad uscirne, non ti vergognare a chiedere aiuto. Spesso per uscire da questo meccanismo, non si riesce a farcela da soli. Io stessa dopo questi percorsi mi sono sentita in diritto di esser felice e sono andata a cercare la felicità. 

Consigli utili che mi stanno aiutando a vivere

Leggi, più che riesci. Il libro che mi ha aiutato a cambiare prospettiva è ‘Succede sempre qualcosa di meraviglioso’ di Gianluca Gotto. Cliccando qui trovi il suo bellissimo blog. 

Quando puoi rifugiati nella natura e fermati ad ascoltarla, la lentezza continua ed eterna di madre terra è qualcosa di unico. Tutto nella natura ha ritmi ben precisi. Per un albero ci vogliono anni, per un frutto stagioni, tutto ha una lentezza armoniosa semplice e armoniosa.

Ascolta Musica, se l’uomo è creatore di arte, la musica è il dono più grande che ha fatto. La musica ha il potere di farti rivivere momenti, sensazioni e riportarti la calma.

Medita. Si ha l’idea che per meditare servano tante cose. Ma lo si può fare ovunque. Anche lavando i piatti. Meditare significa ascoltarsi, esser presenti con il mondo interno quanto esterno.

Gioca. Che tu abbia 8 anni o 80, gioca. Torna a ridere come una volta, delle cose inutili e belle come quando eri piccolo. 

Happy experience a tutti!

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