Il digiuno: la via dell’abbondanza
Vi sembrerà un controsenso chiamare il digiuno la via dell’Abbondanza. Spesso associamo il digiuno al vuoto, alla mancanza, alla privazione. In realtà è proprio grazie al digiuno che sperimentiamo la Vera abbondanza, l’abbondanza del benessere, l’abbondanza della Gioia, l’abbondanza dell’essenziale.
La “via del digiuno” può essere applicata in modi differenti, a seconda del contesto.
In generale, il digiuno può essere inteso come una pratica di astensione dal cibo per un periodo di tempo determinato. Questa pratica è stata associata a diversi benefici per la salute, ma è importante sottolineare che il digiuno può non essere adatto a tutti e dovrebbe essere affrontato con attenzione.
Io, da quando ho introdotto nella mia vita il digiuno intermittente, ho avuto numerosi benefici. Oltre alla perdita di peso, anche miglioramenti in termini di umore, salute ed energia. Ho avuto la fortuna di conoscere Marika Lupoli, Mentor certificata in igiene naturale e Digiuno Intermittente, ed entrare a far parte del suo gruppo privato Digiuno Intermittente Academy.
Il digiuno è terapeutico, purifica corpo, mente e anima in modo naturale. Consente di ottenere effetti benefici su molte patologie (cardiocircolatorie, disturbi metabolici, emicrania, malattie croniche o intestinali…) e, contrariamente a quanto si pensa, consente di aumentare l’energia e di risollevare notevolmente l’umore. Quindi abbondanza di benessere e salute. Ovviamente a ciò si arriva dopo una pratica costante e seguita da un esperto.
C’è poi il digiuno per motivi religiosi o spirituali: molte religioni includono il digiuno come parte delle pratiche spirituali. Le ragioni e le modalità del digiuno possono variare notevolmente da una religione all’altra. Ad esempio, il Ramadan nell’Islam, è il nono mese del calendario islamico durante il quale i musulmani praticano il digiuno quotidiano dall’alba al tramonto. Durante questo periodo, i fedeli si astengono dal cibo, dalle bevande e in tutto il periodo sacro evitano fumo e tutti quei comportamenti considerati peccaminosi.
Tra pochi giorni è Natale; i negozi, già da inizio novembre, sono pieni di luci, regali, panettoni e tutte le cose tipiche di questo momento tanto atteso.
In quest’ultimi anni, questa importante festività è diventata più un momento consumistico che spirituale.
Il consumismo durante il periodo natalizio è una tendenza diffusa in molte società, in cui l’acquisto di regali, decorazioni e cibo raggiunge livelli elevati. Questa pratica è spesso alimentata dalla pubblicità, dalle aspettative sociali e dalla tradizione di scambiarsi regali durante le festività.
La nostra società moderna spesso promuove un’eccessiva ricerca di beni materiali e di consumo, portando a impatti ambientali, stress e insoddisfazione personale.
Dovremmo fermarci con l’acquisto sfrenato di regali, per riscoprire i veri valori della vita e le nostre tradizioni; abbiamo bisogno di parlarci di più, di stare più tempo assieme guardandoci negli occhi, di aiutarci a vicenda. Quindi abbondanza di pace, di gioia e di vera vicinanza.
Oppure facciamo regali creati con le nostre mani, per mostrare il tuo affetto e la tua creatività, offrendo qualcosa di davvero unico e significativo. Quindi abbondanza di gioia e soddisfazione. L’articolo “Regali fai da te per un Natale speciale” ti potrebbe fornire qualche suggerimento prezioso in merito.
Ma come possiamo digiunare anche dal consumismo, per coltivare uno stile di vita più semplice, consapevole e sostenibile?
Ecco alcune pratiche o approci che possiamo intraprendere per promuovere uno stop al consumismo.
Acquisto consapevole: essere più consapevoli delle scelte di acquisto, privilegiando prodotti di qualità, sostenibili e duraturi. Evitare acquisti impulsivi e riflettere sul reale bisogno di un determinato oggetto prima di acquistarlo.
Minimalismo: Abbracciare un approccio minimalista riducendo il possesso di oggetti superflui e concentrandosi su ciò che è essenziale per la propria vita. Sul minimalismo e decluttering ne abbiamo ampiamente parlato in questo articolo.
Riduzione degli sprechi: Ridurre l’uso delle risorse e il consumo di beni che generano rifiuti. Questo può includere pratiche come il riciclo, il riutilizzo e la riduzione del consumo di plastica.
Vita frugale: Adottare uno stile di vita più semplice, limitando le spese non necessarie e cercando la soddisfazione nelle esperienze e nelle relazioni piuttosto che nei beni materiali.
Digiuno tecnologico: riduce il tempo trascorso sui dispositivi elettronici, specialmente su piattaforme sociali, per promuovere una connessione più autentica con gli altri e con se stessi.
Il “digiuno dal consumismo” può essere una scelta personale motivata da una varietà di ragioni, tra cui preoccupazioni etiche, ambientali, spirituali o semplicemente la ricerca di una vita più significativa.
Questo approccio non implica necessariamente l’eliminazione totale del consumo, ma piuttosto una riflessione e un’adozione di pratiche più sostenibili e consapevoli.
C’è una frase che ha scritto Tiziano Terzani in merito al digiuno e ve la voglio qui riportare perché per me è stata molto illuminante quando ho cominciato ad intraprendere la via del digiuno sia dal punto di vista dell’alimentazione che anche dal punto di vista spirituale.
“L’unico modo per non farsi consumare dal consumismo è digiunare, digiunare da qualsiasi cosa non sia assolutamente indispensabile, digiunare da comprare il superfluo.
Basta rinunciare a una cosa oggi, a un’altra domani. Basta ridurre i cosiddetti bisogni di cui presto ci si accorge di non avere affatto bisogno.
Questa è la vera libertà: non la libertà di scegliere, ma la liberta’ di essere.
La libertà che conosceva bene Diogene che andava in giro per il mercato di Atene
borbottando fra sé e sé: “Guarda, guarda… quante cose di cui non ho bisogno!”
Happy Christmas and He a tutti!!!
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